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(..segue) Chi protegge il nostro futuro? vivono e operano con una costante preoccupazione sia al momento presente in cui vivono, ma anche al futuro prossimo che le attende . Vivere per loro è agire con questa duplice preoccupazione: al presente imminente e al futuro che li attende. La preoccupazione per il futuro è quindi un'elemento costante nella vita quotidiana di ogni cittadino. Preoccupazione che comprende la sfera di vita personale e a volte che si estende fino a comprendere un'assunzione di responsabilità per l'evoluzione della società e dell'ambiente in cui viviamo. Ma, in ogni caso, ogni individuo e cittadino del paese, vive e opera con questa responsabilità che si esplica in comportamenti che tendono a garantire la sopravvivenza nel futuro, ovvero a proteggere il propro e, n molti casi, anche all'altrui futuro. Se estendiamo la nostra analisi dei comportamenti rispetto al futuro di coloro che hanno un ruolo di responsabilità nelle organizzazioni della società (comuni, provincie, regioni, stato centrale) e in buona parte delle imprese, scopriamo sorprendentemente che, proprio coloro che più dovrebbero agire con una profonda attenzione a garantire le condizioni per una sopravvivenza futura del paese, agiscono esattamente al contrario. Ma quanto è vero questo? E' vero per tutte le volte (sempre) in cui sono state progettate le stazioni della metropolitana Milanese realizzando stazioni corte, senza capire che il motivo per cui nelle principali metropoli del mondo hanno realizzato stazioni lunghe era per poter utilizzare treni corti ma anche lunghi se era necessario. E ora la metropolitana di Milano è quasi al collasso senza alcuna possibilità di miglioramento, perchè la frequenza dei treni è al limite sostenibile e i treni lunghi non entrano nelle stazioni ( corte). E' vero per chi ha progettato le autostrade e tangenziali della Lombardia pensando al traffico di 20 anni fà, senza rendersi conto del motivo per cui in Inghilterra o negli USA la viabilità comprende sia rotte di congiunzione circolari, ma anche vie di collegamento esterne. E ora la Lombardia cerca affannosamente di correre ai ripari di una circolazione autostradale quasi al collasso realizzando (tardi) le pedemontane che collegano i principali nodi stradali. E' vero in tutti i casi in cui i comuni, le provincie e le regioni non si preoccupano di realizzare piani che comprendano la valorizzazione e la tutela di tutte le risorse sociali, ambientali, storiche, culturali ed economiche nel rispetto di un'equilibrio ambientale e delle minime regole di crescita e sviluppo sostenibile, ma si preoccupano piuttosto di incrementare il numero degli autovelox o di realizzare celermente la viabilità di accesso ai centri commerciali, senza preoccuparsi di un'equilibrio sociale, ambientale e culturale da rispettare. Il futuro di un paese è garantito solo da uno sviluppo armonico, organico e coerente con le le risorse e con la storia di un paese e non è certo aiutato da una schizofrenia industriale e commerciale che cerca di crescere senza il rispetto di alcuna regola. E' vero in tutti i casi in cui le imprese sono gestite da manager preoccupati più della riduzione dei costi e di realizzare un utile di bilancio nel corso dell'anno fiscale o nei due anni del mandato assegnato, senza preoccuparsi in alcun modo degli effetti di un'eccessiva compressione dei costi sul depauperamento delle risorse e sulla cultura aziendale. Ma quanta miopia c'è in tutti questi casi? Che responsabilità c'è sul futuro del paese e sulle prospettiva di vita di ogni cittadino che lo abita? Nessuna. La politica "a breve", la follia di una redditività esasperata che pensa solo all'anno corrente, la gestione del contingente come unica prospettiva, la mancanza di una visione sullo sviluppo della società, la mancanza di un'attenzione alle esigenze future delle persone e alla necessità di uno sviluppo economico organico, coerente e sostenibile, sono il cancro di questa società che non protegge il futuro e che ha bisogno di recuperare questa solida prospettiva. Abbiamo bisogno di abbandonare i "falsi profeti" che non sanno guardare oltre alla data del loro orologio per abbracciare e valorizzare tutte le esperienze e tutti coloro che proteggono il nostro futuro. Abbiamo bisogno di chi sa guardare lontano e con questa prospettiva, costruisce il presente. Abbiamo bisogno di chi crea e lavora per creare armonia, per edificare pensando al futuro che ci aspetta e a cui, tutti, abbiamo diritto. Abbiamo bisogno di persone che abbiamo rispetto, un profondo rispetto per l'uomo, per la persona nella sua globalità e che proteggano, decisamente e senza condizioni, il suo fututo. Abbiamo bisogno di poterci alzare al mattino e pensare, sognare il nostro futuro, sapendo che qualcuno, da qualche parte, lo sta proteggendo. |
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