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Se un visitatore alieno venisse sulla terra e leggendo i quotidiani e le riviste specializzate
degli ultimi tre mesi dovesse farsi una opinione sull evoluzione del business nell era
virtuale in Italia, penserebbe di trovarsi in un paese dove Internet, come canale di vendita e
opportunità di business sia il fenomeno dominante che traina e sostiene tutta l evoluzione
del business della finanza. Si, perché l immagine che la stampa economica e specializzata
ha presentato in questi ultimi mesi sull evoluzione dell e-business in Italia, sa quasi
di
nuovo rinascimento, da la sensazione dell emergere di un nuovo tipo di economia nella
quale si genera un nuovo mercato con potenzialità inaspettate.
Ma non appena il visitatore alieno togliesse gli occhi da questa lettura e volgesse lo
sguardo alla realtà delle banche e delle società finanziarie che compongono il tessuto del
sistema finanziario italiano, si troverebbe di fronte a uno scenario che poco sa di e-business, di mercati
virtuali e di canali alternativi. Se poi lo sguardo del nostro visitatore
dovesse diventare più attento e cercasse di capire, di scoprire dove dimora l innovazione
o
meglio ancora dove nasce l attenzione ai nuovi mercati emergenti, scoprirebbe che non è
patrimonio esclusivo delle grandi banche dotate di ingenti possibilità di investimento e che
neppure è una esclusiva delle medie banche dotate di spirito imprenditoriale, delle
cosiddette banche quotate come titoli Internet. Se poi il nostro visitatore volesse scendere
più a fondo e volesse intervistare quei manager che hanno intrapreso la strada dell
innovazione della banca con l apertura di nuovi servizi su Internet, individuando nell e-business
la scelta strategica per il futuro dei servizi bancari, la perplessità del nostro
visitatore diventerebbe ancora più forte. Si, perché proprio l emergere di tanta visione
strategica, di tanta lucida lungimiranza, accrescerebbe l interrogativo del nostro strano
personaggio : ma perché vi è questa differenza così violenta tra queste banche che
operano a 100 metri una dall altra e che hanno una visione così distante della realtà
? I
Clienti che entrano dalle porte di quelle banche sembrano al fondo molto simili, per
esigenze, per caratteristiche, per professione, per stato sociale, ed allora perché tanta
differenza in questa visione del mercato ? Perché tanta differenza nell offerta dei servizi
ai
Clienti ?
Ma tanta curiosità, tanta faticosa ricerca và premiata e il nostro manager, che ha
acconsentito cosi cortesemente a dialogare con il nostro visitatore ha una gran voglia di
raccontare a quello strano visitatore una storia che nella sua cruda realtà sembrerebbe
quasi un paradosso, quasi un racconto di fantascienza, piuttosto che una storia che spiega
i motivi di un e-business mancato.
Dopo un attimo di esitazione, il nostro manager inizia la conversazione e, dopo aver
lanciato uno sguardo intenso al visitatore, si alza dalla poltrona nella quale era
comodamente seduto e, camminando lentamente nella sala riunioni, inizia il suo racconto.
Vede, caro Signore, nellera delle banche virtuali, in un periodo in cui non passa giorno in
cui tutti i media, dai giornali alla televisione, non fanno che raccontare le storie di successo
di chi ha percepito le opportunità di cambiamento e di innovazione che Internet sta
offrendo al mondo della finanza e più in particolare nel modo di concepire il fare la
banca, vi è una strana ragione, una motivazione non banale e profonda, che sostiene i
fautori dell immobilismo,i sostenitori dello status quo, coloro che vivono nell attesa di
un
periodo migliore per investire nelle nuove tecnologie ed aprire una banca virtuale. Le
motivazioni vere non stanno tanto in argomentazioni legate alla disponibilità di tecnologia
o a una analisi degli scenari di mercato, ma sono da ricercare in una speranza che ogni
giorno sostiene le decisioni di questi banchieri , la speranza che NESSUNO ENTRI DA
QUELLA PORTA. A questo punto il nostro visitatore non può che guardare in modo
stupito il gentile banchiere e, interrompendo quel monologo, volge lo sguardo al suo
interlocutore e chiede con aria esterrefatta : ma cosa significa questa frase ? qual è
il
significato della speranza quotidiana che NESSUNO ENTRI DA QUELLA PORTA ?
Caro il mio visitatore, riprende il banchiere, una buona parte dei miei esimi colleghi entra
ogni giorno in banca nella certezza che i clienti che in quel nuovo giorno varcheranno le
soglie della porta della banca saranno gli stessi del giorno prima. La certezza che sostiene i
miei colleghi è che al di la di tutto, il mondo cambia sempre molto lentamente e che i clienti
di oggi sono i clienti di domani e che, nonostante tutto, nonostante la pubblicità sui
giornali, nonostante i programmi televisivi, i clienti difficilmente cambiano opinione sulla
loro banca e al fondo gli rimangono sempre fedeli. La certezza dei miei colleghi, riprende il
banchiere è che i clienti al di la di tutto sono sempre gli stessi, hanno sempre le stesse
esigenze e non vanno poi a cercare tanto queste novità cosi azzardate come le Banche
Online. Ma questa considerazione, questa speranza, poggia le sue fondamenta su una
flebile speranza, ovvero sulla convinzione che non accadrà mai, un bel giorno, che nella
casa di un nostro cliente, si apra la porta della cucina, e rientrando da scuola il figlio di un
nostro cliente chieda a suo padre : ma papà, perché non apriamo un conto con una
Banca Online su Internet? Sai papà, l abbiamo visto anche a scuola, nel corso
di
tecnica informatica, e abbiamo scoperto che ci sono tante banche che danno tutti i servizi
bancari direttamente su Internet, e noi, ci potremmo accedere anche da casa. Papà, perché
non accediamo anche noi alla nostra banca con Internet?. Questa domanda, questa
innocente e fatidica domanda, porterebbe a innescare una domanda che non troverebbe la
sua risposta, perché la banca di quel cliente ha sempre vissuto nella speranza che
NESSUNO ENTRI DA QUELLA PORTA. Ciò che è drammatico di questa storia che
sembra più una farsa che una vicenda legate al business , caro il mio visitatore, è che una
buona parte dei miei colleghi banchieri entrano ogni giorno in banca nella speranza che
quella fatidica domanda, non venga mai posta. La loro speranza è che
NESSUNO ENTRI
DA QUELLA PORTA
e che i clienti, chi più e chi meno, rimangano al fondo sempre gli
stessi.
Sembrerebbe strano, ma l evoluzione del business della finanza nell era di Internet non
è
legato tanto a considerazioni sull evoluzione del business o a valutazioni strategiche legate
ai benefici dei nuovi canali distributivi, ma a una flebile speranza, che al fondo i clienti
sono sempre gli stessi e che il cambiamento non è all ordine del giorno, ma avviene sempre
molto lentamente e accada quasi sempre al nostro vicino.
Cosi, caro il mio visitatore, mentre esplode il commercio elettronico, mentre negli Stati Uniti
le grandi banche sono in difficoltà per la aggressiva concorrenza delle Banche Online, qui
in Italia noi vediamo pochi banchieri esploratori e un gran numero di influenti banchieri
che continuano ogni giorno sperando che
NESSUNO ENTRI DA QUELLA PORTA.
Dopo questa dissertazione il nostro banchiere si lascia quasi andare, come fosse preso da
un momento di sconforto, e si abbandona quasi come se fosse esausto sulla poltrona, poi,
dopo un attimo di silenzio prosegue : .La verità, mio caro visitatore, è che quella porta
si è
già aperta, la verità è che i figli dei nostri clienti sono già entrati con quella
domanda nella
cucina, e la porta è ormai spalancata. Ma ognuno di noi difficilmente accetta di guardare
in faccia una realtà che gli chiederebbe di mettere in discussione tutto, il modo di fare
banca, la concezione del rapporto con i clienti, la strategia di marketing e la stessa
visione strategica del futuro. Il problema di fondo, caro il mio visitatore è che è molto
più
facile proseguire con la routine quotidiana e fare entrare , nelle proprie strategie, quanto
basta delle novità da non sconvolgere la prassi quotidiana e la concezione alla quale siamo
abituati, del nostro essere banca. Allora, per suffragare le nostre opinioni cerchiamo di
trovare tutte le giustificazioni che meglio si adattano a una scelta che abbiamo già fatto ed
ecco che escono le motivazioni più serie, più visibilmente accettabili
.dobbiamo
essere
accorti con gli investimenti, dobbiamo cercare di investire in tecnologie mature,
consolidate, lasciando agli altri di fare esperimenti, dobbiamo investire nel quotidiano e in
ciò che ci preserva nel futuro e con queste motivazioni si mettono nel cassetto le risposte
da dare a domande già poste.
E triste ammetterlo, caro il mio visitatore, ma la gran parte delle banche vivono ogni
giorno su un passato desunto, alzando continuamente barriere nella speranza che questo
trattenga i loro clienti e non si rendono conto, che mentre loro alzano le barriere, i loro
clienti sono di fatto già oltre e hanno già varcato quella porta. Purtroppo la maggiore
parte dei banchieri non si rendono conto che il rapporto Banca-Cliente non è fatto di
depositi e di estratti conti o di impiegati diligenti che eseguono gli ordini di investimenti
appena li ricevono, questi sono gli effetti, il risultato di qualcosa di più solido, di più
profondo, di quella fiducia che il Cliente ha posto nella propria Banca e per la quale gli è
fedele. Ma la fiducia si consolida e cresce in una quotidiana prassi di domande, frutto dei
bisogni del cliente, e di quotidiane risposte della banca a quelle sempre nuove domande. La
fiducia del cliente non è un credito acquisito, ma una fedeltà da consolidare , da costruire
giorno per giorno. Ma cosa accadrà quel giorno in cui a quella fatidica domanda, la sua
banca non avrà risposte?. Questo è il dilemma di oggi, ma l aspetto più preoccupante
è
che questa domanda non varca la porta di molte banche che continuano ogni giorno nella
loro routine quotidiana, nell incoscienza di chi vive ogni giorno nella speranza che il
mondo non cambi e , che, prima o poi ,
NESSUNO APRA QUALLA PORTA.
Il nostro visitatore aveva ascoltato attentamente tutta quella dissertazione, ed ora al termine
avrebbe molte domande da fare e forse molte risposte da ricevere, ma a certe domande non
vi sono poi tante risposte. Era venuto su questo pianeta per scoprire il senso della novità,
come questo pianeta sta evolvendo, come questa Italia sta cambiando e in essa il suo
sistema bancario si sta adeguando alle nuove sfide del futuro, ma troppa incertezza
sovrasta i suoi pensieri. Si chiede se valga la pena andare ancora di più al fondo, ma poi
un solo pensiero gli viene alla mente, prendere la sua astronave e ritornare al suo pianeta,
la dove il futuro è già presente e molte domande hanno già avuto risposta.
Mentre , ai comandi della sua navicella, si alza lentamente dal suolo terrestre, vede il
terreno sottostante allontanarsi sempre di più, vede gli uomini e poi le case sempre più
piccoli e mentre scruta da distante l ultima sagoma di una delle tante banche che
affollando le nostre città un solo pensiero gli torna alla mente :
ma cosa accadrà
quel
fatidico giorno in cui un cliente varcherà quella soglia di quella luminosa banca e, senza
indugi, APRIRA QUELLA PORTA ? E cosi, mentre quell interrogativo gli occupa la
mente, si allontana sempre di più da quella terra e dal quel luogo ove non cè ancora
una
risposta.
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