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La nostra ricerca è appena iniziata e dobbiamo prendere il largo, dobbiamo abbandonare il
porto sicuro, la certezza del possibile per cercare una nuova felicità. La ricerca della felicità
è
sempre come un viaggio in cui dobbiamo lasciare la terra sicura per avventurarci nel mare,
per solcare con una fragile canoa quell' immenso fiume della nostra vita. Il cielo che prima era
azzurro terso, ora si fa oscuro e nubi cariche di pioggia si affacciano all' orizzonte. La felicità
siamo cosi costretti a cercarla nella fragilità di questa canoa che ci conduce sul fiume delle
possibilità. Il vento dei desideri tende a forzare la nostra direzione la dove la passione non
è
ancora arrivata e scopriamo così la felicità della vita intensa. Scopriamo che la vità
è fatta
anche di abbandoni, di passioni travolgenti e che la felicità è una sorta di tensione esistenziale
che tutto anela e che ogni cosa trasforma. Abbiamo bisogno di questa felicità, abbiamo
bisogno di una lucidità travolta, che riprende poi energia sotto l' impeto dell' energia vitale
che
tutto riempie e ogni cosa trasforma, nel dolce navigare della vita. Abbiamo bisogno di sentire
la vita scorrere nelle nostre vene, abbiamo bisogno di una felicità potente, capace di
modellare, di plasmare la fredda razionalità, così che la nostra canoa riprenda energia e
venga spinta dal vento delle passioni la dove non abbiamo mai desiderato andare. Abbiamo
bisogno che nella tempesta della vita, la nostra esistenza trovi il suo colore, riscopra i suoi
profumi e il nostro respiro si faccia più aperto, più disteso. Abbiamo bisogno di temporali
nella
nostra vita, per riscoprire, dopo la pioggia , come i colori diventano più intensi, i profumi più
esaltati e l' aria diventi più tersa, più pulita, dopo queste piogge provvidenziali. Abbiamo
bisogno di riscoprire che la felicità cerca sempre di superare se stessa per rigenerarsi, per
trovare nuove fonti. Quando questo accade allora smettiamo di lottare contro il fiume e, posati
i remi in barca, ci lasciamo condurre dalla saggezza del fiume alle fonti della felicità. Al
termine di una giornata di viaggio sentiamo le nostre palpebre pesanti, gli occhi si chiudono,
ricercano la pace, anelano a una nuova pace, a una tranquillità profonda, a una nuova
felicità. Ed è proprio nel momento in cui ci lasciamo andare, ed è proprio nel momento
in cui ci
abbandoniamo alla vita che si svela al nostro sguardo una nuova felicità. La felicità è
sempre
sorpresa a se stessa e in questo lento abbandono ci porta a una nuova felicità, alla scoperta
delLa terza felicità, della felicità del desiderio.
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