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Quando l' abbandono inonda la nostra esistenza ci sentiamo come smarriti, ci sembra di essere
come in un' acqua cheta davanti a un mare di ghiaccio. Vorremmo desiderare, vorremmo
riconquistare la felicità, ma è come se le forze ci mancassero. Cerchiamo di navigare in questo
mare che sembra impenetrabile e riscopriamo che in quella immensità dei ghiacci che ci
circondano vi è una sottile e profonda vita. In quel ritrovato abbandono ci accorgiamo di
avere bisogno di lasciarci andare affinchè il desiderio rinasca nella nostra vita. Ci rendiamo
conto che il chiasso della continua ricerca della felicità ce ne ha fatto perdere il senso,
abbiamo smarrito l' intensità del desiderio. Come puoi trovare ciò che non sai intensamente
desiderare ?. Occorre allora fare spazio, allentare la tensione generata nella lotta quotidiana
e riscoprire la bellezza e la grandezza del desiderio. Abbiamo bisogno di un vuoto percepito,
vissuto, sperimentato, per ridare spazio nella nostra vita al desiderio. Occorre dilatare lo
spirito, rendere il sospiro più profondo, chiudere gli occhi e lasciare che la grandezza del
desiderio inondi il vuoto che si è creato in noi. Quando questo accade, quando la luce del
desiderio riprende il suo spazio ci rendiamo conto che la felicità è imparare a desiderare,
è
imparare a sentire il bisogno di questo desiderio. Ci rendiamo conto che la felicità nasce da
questo vuoto vissuto, amato, accolto e che proprio questa assenza genera nella profondità dell'
animo umano il desiderio. Quanto abbiamo bisogno di imparare a desiderare ! Quanto
abbiamo bisogno di imparare a lasciare una distanza tra la tensione alla felicità e la sua
possibilità di realizzazione !. Quanto abbiamo bisogno di percepire il desiderio di desiderare
in
noi, per superare la vacuità di tanta banalità quotidiana e riscoprire che anche nel freddo
ghiaccio della vita si cela la luce.

Vi è sempre tanta luce dietro ad ogni desiderio accolto, cercato, ascoltato ed è proprio
questa
luce che trasforma la realtà, dona colore, spessore, densità a ciò che pensavamo inerte,
freddo. E' come se nell' esperienza del desiderio, è come se nel desiderio di desiderare,
riscoprissimo che la vita è anche distanza e che la felicità si genera la dove vi è uno
spazio
vuoto da colmare. Ogni giorno abbiamo bisogno di sentirci un pò vuoti per riempire la nostra
vita di ciò a cui aneliamo. Vi è una sottile felicità che pervade questa tensione profonda
ed è
proprio nell' intensità del desiderio che in noi dimora che ci cela l' energia vitale che ci spinge
verso la felicità. Ora il desiderio ha conquistato il suo spazio nella nostra vita, ha inondato
con la sua luce una pallida ricerca, ha acceso con i colori della speranza una ricerca che
sembrava senza direzione e ci ha fatto percepire che ogni ricerca della felicità porta sempre l'
impronta del desiderio che l' ha generata. Noi siamo in un certo senso il frutto felice o
scontento dei nostri desideri. Sono essi che segnano la rotta della nostra ricerca della felicità
ed è da essi che dipende lo spessore e la grandezza della nostra felicità. Abbiamo bisogno
di
grandi desideri, ma anche di desideri "veri", di desideri che abbracciano la nostra verità
più
profonda. Abbiamo bisogno di riscoprire il coraggio di desiderare. Abbiamo bisogno di
alimentare quella energia creatrice che sta sotto ogni grande desiderio. L' essere umano non è
fatto per la mediocrità, ma per riscoprire la grandezza che si cela in ognuno di noi e questa
grandezza dipende dalla profondità e dall' energia dei nostri desideri. Abbiamo bisogno di
amare, di coccolare, di coltivare i nostri desideri perchè da essi deriva l' intensità della
nostra
felicità. Vi è una luce nuova nello sguardo dell' uomo che sa profondamente desiderare. Vi
è
una sorta di mistero che contagia ogni persona, ogni fatto che avviene nella vita di colui che
vive l' intensità del proprio desiderio. Non importa se vi è ancora distanza tra l' oggetto
anelato e il desiderio vissuto, ciò che conta è che la felicità del desiderio inondi
con la sua
energia tutta la nostra vita, trasformi l' abbandono della seconda felicità in un nuovo
cammino. Ora c'è più luce, abbiamo ripreso la nostra strada alla ricerca della felicità
e ci
sentiamo spinti in una direzione nuova, la dove dimora La quarta felicità.
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